archicam


Camillo Lentini Architetto

via Giovanni da Milano 15
20133 Milano
+39 0278627988
+39 389 87 19 099
camillolentini@archicam.it

 

 

mobili e disegni

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archicam alla Cascina Cuccagna - Goodesign/The naturale Circle

Dal 14 aprile al 3 maggio - Via Cuccagna 2/4, 20135 Milano

Il mondo dell’industrial design è un mondo che non ci appartiene. Al di là della forma o del colore che i prodotti possono avere, essi semplicemente non parlano la nostra lingua. Non capiamo come sono fatti, di cosa sono fatti, da chi e spesso neanche per cosa sono fatti. L’unica cosa che sappiamo è che non dureranno molto, sia perchè non danno l’impressione di poter durare, sia perchè sono inseriti in un sistema di produzione e consumo che ne ha già programmato l’obsolescenza nel momento in cui li lancia sul mercato. L’unico ambito di cretività che involontariamente consentono è proprio nella gestione del loro degrado, nella nostra capacità artistica di utilizzarli malgrado l’obsolescenza programmata. 
Questo ci rivela il loro senso profondo: sono falsi. Il loro scopo non è quello per assolvere il quale dichiarano di essere stati costruiti, ma quello - celato - di mantenere il livello di produzione. Questo sistema, finalizzato alla conservazione di posizioni di privilegio, vive e si mantiene grazie al contributo compiaciuto degli industrial designers, degli esperti di comunicazione, degli inventori di necessità inesistenti, dei costruttori di realtà di cartapesta, dei “creativi”, degli “autori”, dei pubblicitari, dei giornalisti a contratto (di contenuto), dei pensatori “pret à porter”, cioè di tutte quelle forme di sottointellettuali senza più obbligo di coscienza liberati dalla crisi delle narrazioni, la cui avanguardia è costituita dagli Architetti,  i quali, avendo da tempo perso ogni utilità sociale - ma ultimamente anche la dignità -  possono,  finalmente liberi da sensi di colpa di facciata,  concedersi  al loro vizio, alla loro  aspirazione di sempre, che è quella di fare i buffoni di corte, e  realizzare altissime buffonate di ferro e vetro, utili per abbindolare i fruitori dello spettacolo.
Da questo mondo finto, in cui le conoscenze vengono scambiate solo attraverso il linguaggio riduttivo delle immagini, in modo da svuotarne di sostanza il contenuto e tenere bassa l’attività cerebrale, ognuno di noi tuttavia ha la possibilità di tirarsi fuori. Senza smettere di sognare rivoluzioni, o di partecipare a movimenti di temporanea liberazione, ognuno può cercare la propria personale “linea di fuga” che gli consenta di portarsi al margine del flusso principale e saltare fuori.
Archicam è ricerca continua di linee di fuga, perchè a questo serve l’architettura, “a liberare la vita che l’uomo ha imprigionato”.

archicam

 

 

The world of industrial design is a world that is not ours. Beyond the shape or color that products may have, they just do not speak our language. We do not understand how they are made, of what are they made, by whom and for what are often not made. The only thing we know is that they will not last much, either because they do not give the impression of being able to last, either because they have entered into a system of production and consumption that has already planned obsolescence when throws them on the market . The only area of ​​cretivity who unwittingly allow it is in the management of their degradation, in our artistic ability to use them despite the planned obsolescence.
This reveals their profound meaning: they are false. Their purpose is not to absolve the scope who claim to be built for, but - hiddenly - to maintain the level of production. This system, finalized to conserve privileged positions, lives and remains pleased with the contribution of industrial designers, communication experts, inventors of nonexistent, builders of reality of paper, the "creative", the "authors" , advertisers, enlisted journalists (of content), thinkers "pret à porter", that is, of all those forms of under-intellectuals without obligation of conscience freed from the crisis of narratives; whose vanguard is formed by Architects, who, having by time lost any social utility - but lately also the dignity - can finally, without any guilt facade, indulge to their vice, their of all time aspiration, which is to be the court jesters, and to realize high antics of iron and glass, useful to dupe the users of the spectacle.
From this fake world, where knowledges are exchanged only through the reductive language of images, so you can drain the substance of the content and keep low the brain activity, each of us has the opportunity to get out. Without stop dreaming revolutions, or to participate in movements of temporary release, everyone can find their own personal "line of flight" that allows him to move to the border of the main stream and jump out.
Archicam is ongoing research to lines of flight, because this is the task of architecture, "to free the life that humans have imprisoned."






 

 

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